Vorrei arrivare al party di Lana con una limousine bandierata come un tramezzino da telefilm americano e sfondare la porta investendo gli ospiti. Masticare colla e entrargli dentro. Viaggio contromano sopra un taxi nero booster. L’autista ha un odioso accento nepalese e viaggia logorroico fino alla fine, tanto è sconvolto dalla precedente passeera, cosce aperte e cinemascope a tutto specchieto. “Che spettacolo, baby!

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Ho questi sogni che sono cazzi che si allungano. Vedono qualcosa di bellissimo tra la polvere e lo fanno. Li ho sulla punta del clitoride. Riescono a vedere anche nella nebbia. Hanno occhi che s’estraggono e raddoppiano la vista. Sempre all’implacabile ricerca del dettaglio-desiderio. Io vorrei tagliarlo con le forbici e affogarlo nel mio sangue. Sono loro che mi portano allo sbaglio. Stanno belli dritti e poi m’aspettano.

Una delirante violenza sconvolge l’erotic raduno che da sensuale accoppiamento di gruppo si trasforma in bordello sclerato e selvaggio di cattivo gusto circense. Una sottospecie di combattimento tra galli arrabbiati.

fuckyeahtattoos:

This is my new ink.
It is a compilation of pieces from my favourite artist Conrad Roset. It was originally a watercolour so transferring it to tattoo form was quite hard and a massive thanks goes out to my tattoo artist Steli at Barry Louivaine’s House of Living Art in London for his time and skill.
Art—Life

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Art—Life

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Seguì l’amica rimanendole accanto. Fino a sotto un albero. Il più grande che avesse mai visto.
“Volevo lo conoscessi”
Elena sfiorò il tronco con le dita.
“Vengo qui appena mi sembra che la mia vita non abbia senso e nel guardarlo capisco l’importanza di esserci per vedere anche solo una piccola parte di ciò che ha visto lui stando immobile.”
Elena le presentò un albero.
Lo fece con orgoglio.
Un orgoglio che Virginia non aveva neppure per sua madre.